Tra riciclo creativo e giardini bioenergetici

By 14 giugno 2012Creatività

Nel giardino botanico di Castello Quistini, a Rovato (Bs), è possibile osservare le sculture animate di Marco Mazza, realizzate con materiali riciclati. Mazza, che è anche il proprietario del palazzo cinquecentesco, non ama definirsi nè artista nè inventore. Per lui tutto è una sfida per risolvere problemi pratici con soluzioni a impatto zero.

Il riciclo creativo è la principale fonte di ispirazione nella creazione di queste opere. Una forchetta e qualche pezzo di ferro danno forma a un airone, le lattine sono i petali di una margherita…invenzioni fantasiose che affascinano anche per la scenografia in cui sono inserite.

Il castello infatti è immerso in un parco di oltre 10 mila metri quadrati e, dal 1999, ospita un giardino botanico, curato in modo rigorosamente naturale. L’attenzione all’ambiente è stato il tema ispiratore anche di un nuovo progetto: il giardino bioenergetico.

 

Quello di Castello Quistini è uno dei primi giardini bioenergetici d’Italia. E’ stato realizzato con la tecnica del bioenergetical landscape, una tecnica innovativa, sviluppata dal professor Walter Kunnen di Anversa, che si basa sulla relazione uomo-natura e sulla convinzione che il contatto con le piante abbia un effetto positivo sulla salute fisica e mentale dell’uomo.

A concludere il bercorso di benessere all’interno de parco, c’è il giardino degli aromi con varietà di lavanda, finocchietto selvatico, rose bulgare, timo, melissa e menta.

 

 

 

 

 

 

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