Secondo la Creative Review il logo più bello di sempre è stato disegnato da un italiano. La nota rivista inglese di comunicazione ha dedicato un numero speciale ai venti logotipi e marchi più riusciti. Nella classifica ci sono due marchi italiani. Il primo è il logo Pirelli, caratterizzato dalla P allungata, disegnata per la prima volta nel 1908.
Il secondo, quello giudicato il più iconico di sempre, è il marchio Woolmark, vincitore nel 1994 del concorso indetto dalla IWS (International Wool Secretariat), l’associazione degli allevatori di pecore di Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Uruguay, che voleva dotarsi di un simbolo per la promozione della Pura Lana Vergine.

Questo logo porta con sè un mistero: è stato attribuito a tre persone diverse, Claude Bonin, Franco Grignani e Francesco Soraglia. Da un’attenta indagine, Bonin risulta essere il direttore creativo dell’IWS, quindi il suo nome compare in quanto firmatario delle campagne di comunicazione.
Alcuni attribuiscono la paternità del logo a Francesco Soraglia, ma il mistero si infittisce perchè pare che non esistano tracce nè di lui nè del suo fantomatico studio.
Al contrario, di Franco Grignani abbiamo moltissime informazioni e la testimonianza di sua figlia è la chiave per risolvere il mistero di questo famossissimo logotipo. Grignani accolse nel suo studio tale Spiriti che raccoglieva le proposte da presentare al concorso dell’Iws. Grignani gli consegnò alcuni bozzetti e inaspettatamente poco dopo ricevette l’invito a fare parte della giuria per il concorso. Una volta giunto a Londra si ritrovò a dover giudicare anche il suo marchio.
Fu l’unico a votarsi contro. Il resto della giuria invece era entusiasta di quella proposta. Rientrato a Milano raccontò il fatto a pochi intimi e non divulgò mai la cosa, non ebbe gratificazioni né riconoscimenti economici. Solo dopo molti anni ne dichiarò la paternità e l’Iws gli commissionò l’elaborazione del nuovo logo per il “misto lana”.


