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La scienza del colore

Un viaggio interessantissimo fatto di scoperte e intuizioni, tra scienziati, artisti e scrittori. La scienza del colore è incredibilmente affascinate e ricca di curiosità. Spesso diamo per scontata l’origine dei colori e non ci poniamo domande sul loro esistere nella nostra visione e nella nostra percezione. Grandi uomini di scienza hanno dedicato la loro vita a questi complessi interrogativi.

Lo studio razionale e organizzato del colore, quindi la scienza del colore nasce nel 1666 con l’esperimento del prisma di Newton che insegna che esistono infiniti tipi di luce che percepiamo come colori semplici e che ogni colore percepito nasce dalla mescolanza di questi colori semplici. Nel 1972 Newton riassume la sua teoria sulla dispersione e sulla visione del colore in una lettera al segretario della Royal Society.

L’800 è un secolo importantissimo per la scienza del colore: nel 1860 Maxwell calcola la posizione dei colori spettrali e nel 1862 pubblica la teoria della radiazione elettromagnetica. Queste scoperte si rivelano fondamentali per i successivi sviluppi scientifici.

Il Novecento è testimone di una marcata evoluzione della conoscenza del’ottica: nel 1953 Sjöstrand individua al microscopio elettronico i tre tipi fotorecettori della retina che consentono la visione a colori (coni), una scoperta importantissima che anticipa quella di William Albert Hugh Rushton che nel 1970 stabilisce, nel suo articolo Pigments and signals in colour vision, che la risposta di un fotorecettore della retina dipende dal numeri di fotoni assorbiti, ma non dalla loro frequenza (principio di univarianza).


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